Giovanni Castelletti
Ciclismo

Ciclismo

Cominciai nei primi anni 80, con una MTB in acciaio. Ancora non si vedevano ammortizzatori di alcun tipo. Poi nel 2004, sono passato alla bici da corsa, che si conciliava meglio con il sopravvenuto infarto. La vecchia MTB mi venne rubata e ne ho voluta una seconda che tutt’ora uso, perlopiù nelle uscite in compagnia.

Ma mi attrae assai una nuova visione della bici, un nuovo stile di vivere la bicicletta. Si chiama Gravel.

Si può pensare come un semplice sviluppo di una bici da ciclocross. Freni a disco, pneumatici di larghezza superiore, spazio per il portapacchi e per caricare eventuali bagagli.

Spalanca la mente. Esci in bici e hai libertà di affrontare (quasi….) qualsiasi  percorso, grazie alla versatilità del velocipede.

Ci si rifugia nei boschi raggiungendoli da strade gravel, ma anche da ciclabili asfaltate. Qui in Alto Adige il concetto di strada gravel assume particolarità che hanno a che fare con i repentini cambi di pendenza, per cui non disdegno aver montati rapporti da MTB.