Etica

L’etica (termine derivante dal greco antico ἔθος (o ἦθος)[1], èthos, “carattere”, “comportamento”, “costume”, “consuetudine”) è una branca della filosofia che studia i fondamenti razionali che permettono di assegnare ai comportamenti umani uno status deontologico, ovvero distinguerli in buoni, giusti, leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti ingiusti, illeciti, sconvenienti o cattivi secondo un ideale modello comportamentale (ad esempio una data morale).

Etica e morale

Si usa  il termine «etica» come sinonimo di morale, perché sia la radice greca che quella latina richiamano allo stesso concetto – cioè ai costumi – che è un elemento importante per capire il senso dell’etica. Vi è l’etica privata che è la morale dell’individuo o delle azioni individuali e quella pubblica, che à la morale dei gruppi, delle collettività di persone. L’etica privata concerne il bene dell’individuo,

mentre l’etica pubblica riguarda il bene della collettività e del gruppo, il cosiddetto bene pubblico. Ponendo come obiettivo quello di accertare quale sia il nostro dovere. In pratica, come devono essere inquadrate le nostre azioni per essere considerate giuste e tendenti al conseguimento del bene generale.

Kant non ci dice quale sia la morale universale, ma ci aiuta nella nostra ricerca, fornendoci alcuni precetti basilari.

I)          Agisci avendo cura di verificare se la tua azione può essere universalizzata: rubare, può essere categorico se muori di fame, ma non potremo certo definirlo universalizzabile; quindi, rubare non è senz’altro morale.

II)         Agisci in maniera da trattare l’umanità come un fine, non come un mezzo (qui, il pensiero kantiano denota l’influenza assorbita leggendo Rousseau): Macchiavelli, nel dare consigli di vita al “suo principe”, ricorda che questi dovrebbe porre maggiore attenzione al fine e non al mezzo; l’uomo deve ricordarsi sempre che il suo fine ultimo è il benessere degli altri, e non usare gli altri come mezzo per ottenere il proprio fine.

III)        Agisci in modo che la volontà umana, attraverso la ragione pura, possa instaurare una legislazione universale: la ragione è legge di sé stessa e per il suo tramite si può formare una morale generale.

Come si possono coniugare ragione e libertà individuale con la formazione di una legge morale universale?

Ebbene: quando sono convinto di fare la cosa giusta, quando avverto l’imperativo categorico di compiere ciò che reputo doveroso anche contro il mio stesso interesse personale, allora significa che la ragione ha vinto sulle passioni e, facendomi comprendere come l’imperativo morale sia da ritenersi universalmente incondizionato, mi ha liberamente condotto sulla strada di un agire eticamente valido.

Recentemente sono entrati a far parte dell’etica del lavoro tutta una serie di buoni comportamenti che i lavoratori devono tenere sul posto di lavoro, e si è arrivati a delineare un codice di condotta professionale. Ecco allora di seguito i 10 principali comportamenti etici che andrebbero rispettati all’interno di ogni organizzazione lavorativa:

1. Presenza

Sembra banale dirlo, ma un comportamento corretto implicherebbe la presenza quotidiana al lavoro. Andare a lavoro tutti i giorni, arrivare in ufficio puntuali e pianificare con anticipo le assenze è l’unico comportamento accettabile.

2. Onestà

L’onestà è da sola l’elemento capace di decretare il successo di un individuo, di una organizzazione ma anche di un prodotto. Sul lavoro bisogna essere trasparenti e leali sia nei confronti dell’organizzazione che dei i propri clienti. È importante cercare sempre di migliorarsi e imparare a mantenere le promesse fatte, ma prima ancora, promettere solo quello che si è capaci di fare.

3. Teamwork

Saper lavorare con tutti, anche con quelli che non ci piacciono, è necessario; lavorare singolarmente rende meno in termini di efficacia. Fare squadra significa anche e soprattutto valorizzare la capacità di un singolo all’interno di un team, così che possa esercitare le sue abilità e al contempo incrementare alcuni aspetti, imparando dagli altri.  Questo implica però la volontà di aiutare e guidare gli altri oltre che l’essere disposti ad accettare il compromesso.

4. Apparenza

Oggi all’interno delle strutture lavorative si dà molta più libertà ai dipendenti su cosa indossare, ma continuano a esserci delle regole che vanno rispettate. Va rispettato il comune pudore, è fondamentale l’igiene personale, così come l’educazione e le buone maniere.

5. Atteggiamento

Rimanere positivi non è sempre facile, eppure è questione di esercizio. L’ottimismo è uno stile di pensiero che si può coltivare e che porta con se una serie di benefici personali e collettivi.

6. Produttività

Per essere produttivi si deve per prima cosa imparare a gestire il proprio tempo a disposizione. Per lavorare bene, nei tempi e massimizzare la propria produttività può essere utile utilizzare la tabella di Dwight Eisenhower: lo storico generale statunitense aveva trovato una maniera eccellente per ripartire ordinatamente i suoi compiti sulla base delle priorità.

7. Capacità organizzative

Nell’era del multitasking e dei mille progetti da seguire in contemporanea può essere difficile e stressante organizzarsi, con il risultato di perdere tempo e far perdere quindi denaro all’organizzazione per cui si lavora. È fondamentale imparare a organizzarsi, programmando le attività e concedendosi ogni giorno almeno 10 minuti per fare il punto sui compiti svolti e su quelli da svolgere.

8. Comunicazione

Comunicare è essenziale, la comunicazione è fondamentale nella vita di tutti i giorni e tra tutti gli individui. È importante comunicare sul lavoro e imparare a controllare gli sfoghi e gli atteggiamenti negativi (evitare di parlare male di un capo, di un collega, o dell’azienda in generale), e iniziare a trasformare le situazioni apparentemente ‘no’ in maniere proattiva e propositiva.

9. Cooperazione

Oltre al lavoro di squadra la cooperazione è data dal rispetto delle norme e politiche aziendali. È importante anche imparare a apprezzare le piccole cose e non abusare dei privilegi forniti.

10. Rispetto

Rispetto per se stessi, per i colleghi, per il management, per l’azienda tutta. Un modo per esprimere il proprio rispetto è lavorare al massimo delle proprie capacità, mostrare umiltà e voglia di imparare, non prendere le critiche sul personale, essere reattivi e pronti a migliorarsi, sempre.