Giovanni Castelletti
La vita in malga o in baita

La vita in malga o in baita

Un tipo di vita contro corrente, senza troppe comodità, soprattutto d’inverno, anche se per brevi periodi. D’inverno i servizi ghiacciati, quindi d’obbligo trovare soluzioni diverse per scaricare i propri bisogni. Niente energia elettrica, nemmeno d’estate. Niente acqua d’inverno e qualche volte anche d’estate, con rocambolesche prestazione per pescarla presso la sorgente.

Massimo contatto con la natura. Raccogliere funghi ed erbe commestibili. Cercare o vedere inaspettatamente animali selvatici. Cercare riscontri sui libri per riconoscere gli uccelli.

I vitelli e le manze al pascolo. Anche qui, a 1840 m.s.l.m la coltivazione di un piccolo orto.

Stupende passeggiate, stupende e faticose corse e giri in bici, ma anche ottime mangiate e abbondanti bevute in compagnia.

Ora non c’é piu la possibilità a causa di chi non ha saputo gestire con consapevolezza la libertà che gli era stata concessa.

La malga era in affitto condiviso con altre persone che hanno approfittato e così è stata tolta a tutti.

Rimarrà un bellissimo ricordo.

Bacnerschupfe sulla forestale che da passo Oclini scende verso Radein/Redagno. Anche qui la tempesta Vaja ha stravolto il paesaggio.