Giovanni Castelletti
Pesca a mosca

Pesca a mosca

La pesca con la mosca è stato, come per molti pescatori credo, l’arrivo di un percorso, che per me era cominciato molti anni prima usando il cucchiaino.

Una pesca che può diventare anche etica, perché il pesce difficilmente ingerisce l’esca. Nella fattispecie viene ferrato sempre sulle ”labbra” ed il rilascio non causa grandi traumi, se non la paura.

In alcuni casi, anche di forza maggiore nei tratti cosiddetti “no kill” è obbligatorio usare esche senza ardiglione sull’amo, così che il rilascio sia ancor meno traumatico e la predazione richieda cautele e abilità maggiori.

Di per se l’abilità deve essere superire, perché è previsto l’utilizzo di terminali in nilon di diametro esiguo, affinchè il pesce non si avveda del tranello.

Le mosche auto costruite rappresentano, a mio avviso, fonte di risparmio, di studio, di manualità nel costruirle che si tramutano e sublimano in enorme soddisfazione qualora avvenga la cattura.

C’è poi un fattore legato all’eleganza, nelle manovre per lanciare l’esca nei punti voluti e per accompagnarla, non ci si sporca e non si prendono in causa vermi e tarme.